XXV Aprile
Liceo Classico, Scientifico e Musicale
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«Teatri di Guerra» e «Uomini contro», due libri per tremila anni di pensieri europei sulla guerra e sulla Prima Guerra mondiale, con il coraggio di dire di no. Il primo che può insegnarcelo a quanto pare è Omero. I saggi raccolti in questi volumi sono alcuni fra quelli presentati in occasione dei 24 eventi nei teatri da Trento a Trieste Classici Contro 2015, quasi un’Iliade. Essi si concentrano per lo più su singoli eventi o singoli aspetti del fenomeno bellico nel mondo greco-latino o in epoca moderna, ma quasi mai rinunciano a declinare più o meno implicitamente le proprie riflessioni su un asse di continuità e di diacronia che è forse il sale di ogni vero confronto con l’antico. Il centro di gravità dei volumi è rappresentato dalla retorica della guerra e dal suo problema.

Allora, a cent’anni dalla ‘Grande Guerra’ il distacco è buono per riflettere. Andiamo a rileggere i libri, a rivedere le immagini, i film, a riascoltare le musiche: facciamo risuonare insieme tutte queste voci, antiche e moderne, accostiamo le Tempeste d’acciaio alla città in guerra dello scudo di Achille, le risposte del soldato Švejk al progetto utopico di Lisistrata. I diari delle trincee staranno accanto allo scudo abbandonato di Archiloco, la rotta di Caporetto insieme alla disfatta degli Ateniesi in Sicilia. La strage della Ilioupersis nel grande vaso di Mykonos del VII sec. a.C. potrà dialogare con i cadaveri massacrati dei disegni di Otto Dix. È questa la migliore coscienza dell’Europa di oggi, una coscienza critica che non ammette compromessi e nessuna celebrazione.